Contrada Vicenna, 5/A · 65020 · Castiglione A Casauria (PE) · Abruzzo · Italia
Contrada Vicenna, 5/A · 65020 · Castiglione A Casauria (PE) · Italia
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Il territorio

A est delle famose “Gole di Tre Monti” generate dal fiume Aterno-Pescara, più precisamente alle falde del Monte Morrone, tra i borghi di Castiglione a Casauria e di Tocco da Casauria, sorge la Tenuta Secolo IX immersa in una zona storicamente famosa per le sue particolari condizioni pedo-climatiche.

 

La costante presenza del vento mattutina e serale, genera, infatti,  calde giornate a cielo terso seguite da  nottate fresche e asciutte.
Le caratteristiche dei terreni calcareo-argillosi esaltate dalle condizioni microclimatiche conferiscono ai vini peculiarità non ripetibili altrove riconosciute in tutto il mondo.

Tra storia, arte e cultura

La Tenuta Secolo IX intreccia le sue radici con la storia culturale e artistica dell’Abbazia di S. Clemente a Casauria eretta nell’871. Sotto l’impero di Ludovico II l’abate Leonate diede grande impulso all’abbazia imponendola quale principale polo di attrazione sociale, economico, religioso e culturale per le popolazioni locali e non.

 

La Tenuta recupera l’antica tradizione dell’Abbazia, oggi monumento nazionale, reinterpretandone nel logo il decoro floreale

Una tradizione che si rinnova

La Tenuta Secolo IX si lega al passato di queste terre facendo proprie le tradizioni viticole e le metodologie di vinificazione ma nel contempo mette a servizio di queste le migliori tecnologie oggi esistenti per esaltare al meglio le qualità dell’uva e del vino.

 

Dialogo, sviluppo e responsabilità sociale nei confronti della natura tracciano la personalità di questa nuova realtà. La semplicità e la genuinità delle persone che vivono il territorio si fa portavoce di quell’ “Abruzzo forte e gentile”.

Il Moscatello

Da un’uva di qualità eccelsa, con acini piccoli color oro quasi ambra trae origine il delizioso, profumato e soave “Moscatello” il vino più pregiato di queste terre. In quanto raro, ricercato e famoso era noto già all’epoca degli antichi romani come moneta di scambio.

 

Il vitigno diventò tra le principali risorse di questo territorio tanto da generare un notevole sviluppo economico. Fu così motivo di attrazione per importanti famiglie, soprattutto romane, che pur provenendo da regioni differenti, scelsero di stabilirsi nella terra del moscatello.

 

Ma la storia di questo vitigno è solo all’inizio dei tanti racconti legati alle sue proprietà straordinarie.

 

E’ noto dai racconti tramandati di generazione in generazione come San Felice salvò il suo vescovo facendogli bere alcune gocce dell’uva spremuta. I frati, artefici e promotori della vita sociale e produttiva dell’abbazia, per secoli ne fecero dono ai papi. E poi le ciambelle di San Biagio,realizzate con antichissima ricetta povera e frugale, così come la tradizione più autentica riporta, acquistano eccezionale aroma e sapore solo se intinte nel prezioso vino dolce e passito.